| Il segno del comando, 30 anni dopo |
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..Ed è magìa strade vicoli di Roma antica e sempre
nuova paure sobbalzi fantasmi reincarnazioni cigolii di porte angosce rivissute secoli dopo secoli date che s’incastrano Immagini in biancoenero che saltano davanti ai miei occhi ancora
bambini Prima delle grandi esperienze Dei grandi sogni sbandierati al vento Amavo il delirio dell’ignoto e del
mistero Dovevo ancora piegarmi alla ghigliottina
prepotente Pronta a mozzar via i miei ideali folli M’innamoravo del chiaro di due occhi
astuti E Del passato-presente che s’incrociavano
con sapienza. Ero l’adolescente che lotta ancor oggi Attraverso il tempo Inafferrabile contrabbandiera di fantasie
mai spente… E resto lì A specchiarmi in un medaglione incantato e contare le tue lentiggini. Finirò forse fra una vita. Ma sarà la mia vita E non avrò mai voglia di rinnegarla.
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