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Ed
eccoci al "Gravina time". Forse è stata colpa dell'uscita in
videocassetta per iniziativa della Elleu Multimedia in collaborazione
con la Rai (in occasione del trentennale) de "Il segno
del comando", sceneggiato da 15 milioni e passa di
teleascoltatori nel '71 che vedeva l'attrice friulana di nascita
protagonista di una Lucia misteriosa ed avvincente che ha lasciato
un'impronta nel cuore di molti (Pat compresa, of course). Fatto sta che
ora è il "magic moment" di Carla e Pat, portabandiera di una
controtendenza spontanea, se ne frega, una volta in più, dei nomi che
"fanno cassetta" e vuol rendere omaggio ad un'attrice italiana
che, a suo insindacabile giudizio, ha fatto epoca e potrebbe ancora dar
filo da torcere alle aspiranti-interpreti che furoreggiano su schermi
piccoli e grandi, se solo ne avesse ancora voglia…. Chi vuol
"familiarizzare" con la Gravina (che non ha parentele con
l'ultracontemporanea Vanessa) dia una sbirciatina alle
"pillole" sulla sua carriera per poi approfondire
consultando la pagina del sito "mondoculto"
a lei dedicata e poi dare un'occhiata ai suoi
film, al link
dedicato al film "Cuore di mamma" e anche qui,
prima di leggere l'articolo con cui
Pat chiede all'attrice di tirar fuori la testa dal suo guscio e tornare
a calcare le scene. Poi, una rapida "carrellata" critica alla
metamorfosi dell'attrice, nel corsivo "Quando il gioco si fa duro".
Ed una riflessione attenta sui motivi che probabilmente hanno spinto
l'intensa interprete di Gemona ad abbandonare le scene, nel toccante
articolo "La morte
e la fanciulla". Diamo spazio anche a Raniero
Costa, artefice del sito su "Il segno del comando" e a Don
Backy che ricorderà in poche battute l'esperienza cinematografica
ne "I sette fratelli Cervi" quando incontrò Carla……Ed
infine, dopo uno struggente triplo salto mortale con la mente di Pat ("La voglia di
sognare"), un'occhiata alle foto
che permettono una rapida "passerella" su alcuni momenti della
carriera della Gravina.
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